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LA ROCCA

La Rocca di Monte Petrino

La Rocca Montis Dragonis è il castello in rovina sulla cima del Monte Petrino, sopra Mondragone. Qui trovi la sua storia dall’XI al XVII secolo, com’era fatta e che cosa sapere prima di cercarla.

Pagina aggiornata il 15 ottobre 2026. La storia segue lo studio di Luigi Crimaco e Francesca Sogliani (2000); la scheda Google Maps è stata letta in quella data.

Dove si trova

La Rocca sorge sul Monte Petrino, alto 412 metri, a nord dell’abitato di Mondragone. È l’ultimo tratto est del Monte Massico. Il sito dominava la pianura di Sessa, la piana del Volturno e la costa. Il versante sud è ripido e roccioso, quello nordovest cade a strapiombo sulla stretta fascia costiera. Lo studio del 2000 indica il versante nord, una sella, come l’unico praticabile; non descrive un sentiero di oggi.
Il Monte Petrino visto dall’alto, con i resti della Rocca sulla cima e il mare sullo sfondo
Il Monte Petrino con la Rocca sulla cima. Foto di Aurelio Léon, 3 agosto 2020, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0. Ridimensionata e convertita in WebP.

Scheda consultata il 15 ottobre 2026. Il punto sulla mappa segna la posizione dei ruderi; per raggiungerli non c’è un percorso pubblicato. Prima di salire chiedi al Comune di Mondragone se l’area è accessibile.

Le isole che si vedono

Dalla Rocca, nei giorni di buona visibilità, si vedono molte isole del golfo di Gaeta e di Napoli, elencate qui da sinistra a destra guardando verso sudovest. Le ha viste di persona il responsabile di Visit Mondragone, che ha indicato anche le note su Capri e sul Circeo. Direzioni e distanze sono in linea d’aria, calcolate dalle coordinate della Rocca e delle isole, e arrotondate.
Profilo dell’orizzonte visto dalla Rocca verso sudovest, da sinistra a destra: Capri, Procida, Ischia, Ventotene, Ponza, Zannone, il Monte Circeo e la costa di Gaeta, con le altezze ingrandite 14 volte
La vista dalla Rocca verso sudovest, a sinistra Capri e Ischia, a destra Ponza, il Monte Circeo e Gaeta. Il profilo è calcolato dalla quota del terreno (Copernicus DEM GLO-30, dati Copernicus, ESA, DLR e Airbus), con le altezze ingrandite 14 volte e le isole più lontane più chiare. Non è una fotografia.
  • Capri

    A sud-sudest, circa 70 km. Si vede solo la punta.

  • Procida

    A sud-sudest, circa 42 km.

  • Ischia

    A sud, circa 45 km.

  • Ventotene

    A sudovest, circa 54 km.

  • Santo Stefano

    A sudovest, circa 54 km. È vicina a Ventotene.

  • Ponza

    A ovest-sudovest, circa 83 km.

  • Zannone

    A ovest-sudovest, circa 73 km.

  • Palmarola

    A ovest-sudovest, circa 90 km.

  • Monte Circeo

    A ovest, circa 72 km. Sembra un’isola ma è un promontorio: la striscia di terra che lo unisce alla costa non si vede da qui.

Con aria poco limpida le isole più lontane possono sparire. Elenco indicato il 15 ottobre 2026.

Apri la vista 3D dalla Rocca

La storia

Le date fino al 1690 vengono dai documenti citati dallo studio del 2000. L’indagine è preliminare e svolta fra il 1997 e il 1999, quindi alcune parti sono ipotesi: la pagina lo segnala dove succede. Lo studio del 2011 e gli scavi del museo sono indicati dove usati.
  1. Prima del 1062

    Nessun documento parla dell’altura. Lo studio ipotizza che gli abitanti del villaggio di pianura di Arevito, vissuto fra il VII e l’VIII secolo, siano saliti sul monte, e che la prima fortificazione fosse un semplice ricovero per soldati. Resta un’ipotesi, senza scavi che la confermino.

  2. 1062

    Il nome «Monte Dragone» compare per la prima volta per iscritto nella Cronaca della Cava, fra i possessi di Riccardo, conte di Aversa, e di suo figlio Giordano.

  3. 1105

    Un donatore longobardo cede terre «in monte prope locum montis Draconis». Il documento nomina il luogo, non ancora il castello.

  4. 1134–1135

    Il re normanno Ruggero prende la Rocca al principe di Capua e la rafforza. Nel 1135 la visita.

  5. 1192

    Le truppe di Enrico VI assediano la Rocca per due mesi e la conquistano con uno stratagemma. Il castellano, Anneo di Rivomatricio, stava dalla parte del normanno Tancredi. Lo studio la descrive come una fortezza quasi imprendibile.

  6. 1221–1230

    Federico II la ottiene dal conte di Fondi, che l’aveva avuta dall’imperatore Ottone, e la mette fra i castelli del regno. Durante lo scontro con papa Gregorio IX la Rocca passa a Montecassino, poi nel 1230 torna all’imperatore.

  7. 1269–1305

    Con gli Angioini il castello è dato in feudo a più signori. Nel 1284 re Carlo I ordina di custodire il litorale da Sperlonga a Pozzuoli con uomini e navi, anche della Rocca di Mondragone. Nel 1304 Sergio Siginolfo è confermato signore e il feudo vale 270 once d’oro l’anno.

  8. 1327–1430

    Passa fra varie famiglie, tra cui del Balzo, d’Alneto, Dentice e Sannazaro. Fra Trecento e Quattrocento, secondo uno studio del 2011, grandi lavori di restauro ricostruiscono le fortificazioni e il palazzo residenziale.

  9. 1430–1461

    Diventa una delle fortezze più importanti del ducato di Sessa dei Marzano. A metà Quattrocento viene assediata dalle truppe di Ferdinando I d’Aragona.

  10. 1461–1690

    È feudo della famiglia Carafa. Dopo il 1461 gli abitanti lasciano gradualmente la Rocca: si formano nuclei di case alle falde meridionali del monte, da cui nasce l’attuale Mondragone.

  11. Metà del Cinquecento

    Gli scavi del museo civico datano a questi anni l’abbandono del sito. Uno studio del 2011 colloca l’abbandono nel XVI secolo.

Com’era fatta

Il rilievo del 1997–1999 descrive un piccolo insediamento fortificato: un palazzo, un recinto, due borghi e più cinte di mura.
  • Il palazzo

    Sul punto più alto, a est, un edificio a pianta a L. Secondo lo studio aveva tre livelli, uno seminterrato, una sala con camino e vari ambienti più piccoli.

  • Il recinto superiore

    Una cinta allungata da nordovest a sudest, con una torre rotonda a un’estremità e una grande cisterna coperta da una volta a botte, cioè a mezzo cilindro. Delle mura restano soprattutto le tracce.

  • Il borgo superiore

    A ovest del recinto, sul pendio, un’altra cinta con una torre a cinque lati, le case, una chiesa a un’abside e altre cisterne.

  • Il borgo inferiore

    Sul versante sud, fra due cinte che finiscono con torri, edifici disposti a quote diverse.

Le mura in rovina della Rocca sulla cima del Monte Petrino, viste dal basso contro il cielo
Le mura sulla cima viste dal basso. Foto di Aurelio, 10 dicembre 2020, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0. Convertita in WebP.

Gli scavi

  • Le campagne

    Secondo uno studio del 2011, gli scavi si svolgono ogni anno dal 2001. Il museo civico archeologico «B. Greco» di Mondragone elenca le campagne dal 2007 al 2015.

  • La torre

    Il grande torrione semicircolare ha tre fasi di costruzione. L’ultima conserva intercapedini che formano un reticolo per alloggiare assi di legno, forse il sostegno di una macchina da guerra.

  • I ritrovamenti

    Una corazza a piastre di bronzo rivettate, affreschi che imitano i marmi colorati, circa 50 monete, in gran parte «cavalli» (piccole monete) di Ferrante d’Aragona del 1472–1496, e ceramiche del XV–XVI secolo.

Prima di andare

Salita e visita. Sentiero, giorni e orari di visita e visite guidate non sono pubblicati. Prima di salire chiedi al Comune di Mondragone se l’area è accessibile.

Fonte della storia e della descrizione: Luigi Crimaco e Francesca Sogliani, «Indagini preliminari sull’insediamento fortificato di Monte Petrino (Mondragone – CE)» (PDF), letto il 15 ottobre 2026. Per i lavori del Trecento e Quattrocento e per l’abbandono: Sogliani e Crimaco, «La Rocca Montis Dragonis in età angioina» (2011, scheda IRIS, letta il 15 ottobre 2026). Per gli scavi: Museo civico archeologico «B. Greco», Fasti Online, letto il 15 ottobre 2026.