LA ROCCA
La Rocca di Monte Petrino
La Rocca Montis Dragonis è il castello in rovina sulla cima del Monte Petrino, sopra Mondragone. Qui trovi la sua storia dall’XI al XVII secolo, com’era fatta e che cosa sapere prima di cercarla.
Pagina aggiornata il 15 ottobre 2026. La storia segue lo studio di Luigi Crimaco e Francesca Sogliani (2000); la scheda Google Maps è stata letta in quella data.
Dove si trova

Scheda consultata il 15 ottobre 2026. Il punto sulla mappa segna la posizione dei ruderi; per raggiungerli non c’è un percorso pubblicato. Prima di salire chiedi al Comune di Mondragone se l’area è accessibile.
Le isole che si vedono
Il pulsante scarica la libreria three.js da jsDelivr (circa 170 KB compressi) e i dati del terreno (circa 94 KB). Il browser contatta jsDelivr solo dopo il clic.
La vista 3D usa le quote del modello digitale del terreno Copernicus DEM GLO-30, che ha celle da 30 metri; qui sono semplificate in celle di circa 180 metri. La curvatura della Terra e la rifrazione dell’aria sono calcolate. Le distanze sono in linea d’aria dal punto di osservazione sulla Rocca (41,1306° N, 13,8996° E), a 403 metri: la quota del modello del terreno più l’altezza degli occhi. Le quote includono alberi ed edifici e il calcolo non considera la foschia. Capo Miseno è tratteggiato: il calcolo lo colloca davanti ai fianchi bassi di Capri, sotto la linea dell’orizzonte. Calcolo del 15 ottobre 2026. Grafica: three.js, licenza MIT.
Capri
A sud-sudest, circa 70 km. Si vede solo la punta.
Procida
A sud-sudest, circa 42 km.
Ischia
A sud, circa 45 km.
Ventotene
A sudovest, circa 54 km.
Santo Stefano
A sudovest, circa 54 km. È vicina a Ventotene.
Ponza
A ovest-sudovest, circa 83 km.
Zannone
A ovest-sudovest, circa 73 km.
Palmarola
A ovest-sudovest, circa 90 km.
Monte Circeo
A ovest, circa 72 km. Sembra un’isola ma è un promontorio: la striscia di terra che lo unisce alla costa non si vede da qui.
Con aria poco limpida le isole più lontane possono sparire. Elenco indicato il 15 ottobre 2026.
La storia
Prima del 1062
Nessun documento parla dell’altura. Lo studio ipotizza che gli abitanti del villaggio di pianura di Arevito, vissuto fra il VII e l’VIII secolo, siano saliti sul monte, e che la prima fortificazione fosse un semplice ricovero per soldati. Resta un’ipotesi, senza scavi che la confermino.
1062
Il nome «Monte Dragone» compare per la prima volta per iscritto nella Cronaca della Cava, fra i possessi di Riccardo, conte di Aversa, e di suo figlio Giordano.
1105
Un donatore longobardo cede terre «in monte prope locum montis Draconis». Il documento nomina il luogo, non ancora il castello.
1134–1135
Il re normanno Ruggero prende la Rocca al principe di Capua e la rafforza. Nel 1135 la visita.
1192
Le truppe di Enrico VI assediano la Rocca per due mesi e la conquistano con uno stratagemma. Il castellano, Anneo di Rivomatricio, stava dalla parte del normanno Tancredi. Lo studio la descrive come una fortezza quasi imprendibile.
1221–1230
Federico II la ottiene dal conte di Fondi, che l’aveva avuta dall’imperatore Ottone, e la mette fra i castelli del regno. Durante lo scontro con papa Gregorio IX la Rocca passa a Montecassino, poi nel 1230 torna all’imperatore.
1269–1305
Con gli Angioini il castello è dato in feudo a più signori. Nel 1284 re Carlo I ordina di custodire il litorale da Sperlonga a Pozzuoli con uomini e navi, anche della Rocca di Mondragone. Nel 1304 Sergio Siginolfo è confermato signore e il feudo vale 270 once d’oro l’anno.
1327–1430
Passa fra varie famiglie, tra cui del Balzo, d’Alneto, Dentice e Sannazaro. Fra Trecento e Quattrocento, secondo uno studio del 2011, grandi lavori di restauro ricostruiscono le fortificazioni e il palazzo residenziale.
1430–1461
Diventa una delle fortezze più importanti del ducato di Sessa dei Marzano. A metà Quattrocento viene assediata dalle truppe di Ferdinando I d’Aragona.
1461–1690
È feudo della famiglia Carafa. Dopo il 1461 gli abitanti lasciano gradualmente la Rocca: si formano nuclei di case alle falde meridionali del monte, da cui nasce l’attuale Mondragone.
Metà del Cinquecento
Gli scavi del museo civico datano a questi anni l’abbandono del sito. Uno studio del 2011 colloca l’abbandono nel XVI secolo.
Com’era fatta
Il palazzo
Sul punto più alto, a est, un edificio a pianta a L. Secondo lo studio aveva tre livelli, uno seminterrato, una sala con camino e vari ambienti più piccoli.
Il recinto superiore
Una cinta allungata da nordovest a sudest, con una torre rotonda a un’estremità e una grande cisterna coperta da una volta a botte, cioè a mezzo cilindro. Delle mura restano soprattutto le tracce.
Il borgo superiore
A ovest del recinto, sul pendio, un’altra cinta con una torre a cinque lati, le case, una chiesa a un’abside e altre cisterne.
Il borgo inferiore
Sul versante sud, fra due cinte che finiscono con torri, edifici disposti a quote diverse.

Gli scavi
Le campagne
Secondo uno studio del 2011, gli scavi si svolgono ogni anno dal 2001. Il museo civico archeologico «B. Greco» di Mondragone elenca le campagne dal 2007 al 2015.
La torre
Il grande torrione semicircolare ha tre fasi di costruzione. L’ultima conserva intercapedini che formano un reticolo per alloggiare assi di legno, forse il sostegno di una macchina da guerra.
I ritrovamenti
Una corazza a piastre di bronzo rivettate, affreschi che imitano i marmi colorati, circa 50 monete, in gran parte «cavalli» (piccole monete) di Ferrante d’Aragona del 1472–1496, e ceramiche del XV–XVI secolo.
Prima di andare
Salita e visita. Sentiero, giorni e orari di visita e visite guidate non sono pubblicati. Prima di salire chiedi al Comune di Mondragone se l’area è accessibile.
Fonte della storia e della descrizione: Luigi Crimaco e Francesca Sogliani, «Indagini preliminari sull’insediamento fortificato di Monte Petrino (Mondragone – CE)» (PDF), letto il 15 ottobre 2026. Per i lavori del Trecento e Quattrocento e per l’abbandono: Sogliani e Crimaco, «La Rocca Montis Dragonis in età angioina» (2011, scheda IRIS, letta il 15 ottobre 2026). Per gli scavi: Museo civico archeologico «B. Greco», Fasti Online, letto il 15 ottobre 2026.