CURIOSITÀ
Base NATO Proto: il bunker che porta il nome di Mondragone
Una montagna scavata da parte a parte, una galleria con due ingressi murati, una porta antiatomica di tre metri per tre, trenini elettrici per muoversi sotto la roccia, e mappe che nel 2017 risultavano ancora segrete. All’ingresso un cartello avvertiva: «Whatever you hear, see and do at Proto, leave it here». È la base NATO Proto, per la stampa e per il Senato la «base NATO di Mondragone»; le fonti ufficiali la collocano tra Sessa Aurunca e Carinola. Dal 1996 è una base NATO abbandonata e chiusa: qui trovi com’era fatta, chi ci ha vissuto e che cosa ne resta.
Pagina aggiornata il 26 ottobre 2026. Fonti lette in quella data, elencate in fondo alla pagina.
In breve
- Che cos’è
- Un bunker della NATO scavato dentro una montagna: il posto di comando previsto in caso di guerra nucleare.
- Anni
- Costruita tra il 1955 e il 1958. Dismessa dal 1996.
- Dove
- Tra Sessa Aurunca e Carinola, in provincia di Caserta, secondo la risposta del Governo al Senato del 2017.
- Stato
- Chiusa dal 1996: i due ingressi della galleria sono murati e l’area è sorvegliata dalla Marina Militare. Nessuna visita.
- Coordinate
- 41°12′59″ N, 13°57′31″ E, da Wikimedia Commons e Google Maps, che coincidono. Nessuna delle due è una fonte ufficiale.
Dove si trova la base NATO Proto
A che cosa serviva il bunker
Com’era fatto il bunker di Proto
Una galleria con due ingressi
Era una lunga galleria scavata nella roccia, con un ingresso per lato della montagna. La risposta del Governo del 27 giugno 2017 li indica così: uno sul lato ovest, verso Sessa Aurunca, e uno sul lato est, verso Carinola. Oggi sono murati tutti e due.
Impianti per resistere a un attacco
Secondo l’interrogazione del 2017, la base aveva protezioni contro l’impulso elettromagnetico (in inglese EMP, la scarica di energia liberata da un’esplosione nucleare), impianti di aria pressurizzata, varchi antiradiazioni e generatori di corrente.
Cosa c’era dentro, secondo la bonifica del 1996
L’elenco più preciso viene dalla bonifica. La Marina Militare, nella risposta del Governo del 2017, riferisce che l’ASL di Aversa certificò nel 1996 la rimozione di:
- lastre di cemento amianto all’ingresso;
- gasolio dei serbatoi e olio dei trasformatori elettrici;
- gas refrigeranti Freon 12 e Freon 22 delle celle frigorifere e dei condizionatori;
- rilevatori di fumo.
Sotto la montagna c’erano quindi celle frigorifere, depositi di carburante e una rete elettrica propria.
La galleria vista dai giornalisti nel 2013
Sergio Nazzaro e Ivano Cirillo sono entrati nella base per un reportage uscito su Wired nel settembre 2013. Raccontano un tunnel «largo poco più di una corsia d’autostrada»: si cammina per circa due chilometri e la galleria continua per altri tre circa, fino all’altro lato del Monte Massico. Un corridoio parallelo collega cinque blocchi, tra cui la stazione meteorologica, il centro di controllo delle operazioni aeree, il centro radio, e le mense.
Sempre secondo il reportage, la porta antiatomica misura circa tre metri per tre e il personale si spostava su trenini elettrici lunghi 35 metri. Due motori Isotta Fraschini, dello stesso tipo usato sulle navi cacciatorpediniere, davano energia. In una sala c’era una grande mappa del Mediterraneo. Un ascensore idraulico è rimasto bloccato al piano inferiore.
Quanto è grande davvero
Le misure ufficiali restano riservate. Nel 2017 i senatori che presentarono l’interrogazione scrivevano che la base «risulta ancora segreta» e che non si trova alcuna informazione precisa sulle sue «reali dimensioni». Per questo chiedevano al Governo di rendere consultabili le mappe. Nella risposta pubblicata nello stesso resoconto le mappe non compaiono.
Anche le cifre sulle persone cambiano. Per Wired, nel 2013, ci vivevano almeno 200–300 persone, fino a mille durante le esercitazioni. Per tvsvizzera.it, nel 2022, poteva ospitarne al massimo circa 2.000, tutti militari. Sono due fonti giornalistiche: la divergenza resta.
La vita nel bunker
La chiusura e cosa resta oggi
Fonti, lette il 26 ottobre 2026
- Senato, 4ª Commissione Difesa, resoconto n. 75 (27 giugno 2017)
- Marina Militare, messa in sicurezza aree esterne dell’ex base NATO di Proto (2022)
- Wikimedia Commons, Base Proto
- Wired Italia, Sergio Nazzaro e Ivano Cirillo, «Nome in codice Proto, la base fantasma della Nato» (18 settembre 2013)
- Sergio Nazzaro, «Base Nato Mondragone: Proto (video)» (29 agosto 2013)
- tvsvizzera.it, «Alla scoperta di una delle basi militari più segrete del mondo» (22 maggio 2022)