PRODOTTO
Mozzarella di bufala campana a Mondragone
Mondragone è dentro l’area della Mozzarella di Bufala Campana DOP: il disciplinare comprende l’intero territorio della provincia di Caserta. Qui trovi cosa significa DOP, come si fa la mozzarella secondo il disciplinare e come riconoscere quella con il contrassegno ufficiale.
Dati del disciplinare letti il 19 ottobre 2026.
Che cosa significa DOP
DOP vuol dire denominazione di origine protetta. Il nome «Mozzarella di Bufala Campana» è riservato al formaggio fatto con latte di bufale allevate in una zona precisa e lavorato secondo regole scritte nel disciplinare. La zona comprende l’intero territorio delle province di Caserta e di Salerno e alcuni comuni o parti di comuni delle province di Benevento e di Napoli, del Lazio, della Puglia, e del Molise. Mondragone, in provincia di Caserta, è dentro la zona. Il disciplinare indica l’area di produzione.
Gambero Rosso, in una miniguida del 10 luglio 2026, descrive Mondragone come uno dei comuni simbolo della produzione bufalina del litorale.
Come si fa e come si riconosce
Il latte
Solo latte di bufala intero e fresco, di bufale di razza mediterranea italiana allevate nell’area della denominazione. Il latte arriva al caseificio e si lavora entro 60 ore dalla prima mungitura.La lavorazione
Il latte coagula con caglio naturale di vitello. La cagliata matura sotto siero, poi si fila con acqua bollente e si mozza o si modella in singoli pezzi. La salatura avviene in salamoia, e il confezionamento nello stesso stabilimento.Le forme
Oltre alla forma tonda ci sono bocconcini, trecce, perline, ciliegine, nodini, e ovolini. Il peso va da 10 grammi a 800 grammi; le trecce possono arrivare a 3 chili.Come è fatta
Colore bianco porcellanato, crosta sottilissima di circa un millimetro, superficie liscia. La pasta è a foglie sottili, leggermente elastica nelle prime otto-dieci ore dopo la produzione e il confezionamento, e poi più morbida. Il disciplinare esclude conservanti e coloranti e descrive il sapore come caratteristico e delicato.Il segno sulla confezione
Ogni confezione porta il contrassegno della DOP, rilasciato dal consorzio di tutela: sole a raggiera, testa di bufala nera, e la scritta «Mozzarella di Bufala Campana». Il contrassegno ha anche un numero assegnato dal consorzio. Se la mozzarella è fatta con latte crudo, deve scriverlo in etichetta; se è affumicata, la denominazione è seguita dalla parola «affumicata». La mozzarella resta nel suo liquido di governo, leggermente acido, fino al consumo.
Curiosità
- Il fermento arriva da lavorazioni precedenti: il disciplinare prescrive un «siero innesto» naturale, preso da latte di bufala lavorato prima nella stessa azienda o in aziende vicine della zona di produzione.
- Secondo Gambero Rosso, le fonti storiche fanno risalire le prime testimonianze della mozzarella al Medioevo: i monaci del monastero di San Lorenzo a Capua offrivano ai pellegrini la «mozza» o «provatura», un pezzo di pasta filata con il pane.
- Nei sottotitoli italiani del film Il divo (2008), di Paolo Sorrentino, c’è una battuta su Mondragone: intorno al minuto 40, durante una cena dei sostenitori di Giulio Andreotti, un invitato porta una mozzarella di Mondragone e gli altri scherzano su chi ricorda. La battuta non è stata verificata nel parlato del film.
- Nella pagina degli eventi trovi la scheda della Sagra della Bufalina, la manifestazione di Mondragone dedicata alla mozzarella di bufala.
Fonti, lette il 19 ottobre 2026
Zona, latte, lavorazione, forme, peso, e aspetto vengono dal disciplinare di produzione della DOP, allegato al decreto ministeriale del 18 settembre 2003 (Gazzetta Ufficiale n. 258 del 6 novembre 2003) con le modifiche del 2008. Il testo è quello informativo pubblicato dalla Regione Campania, che rinvia al decreto e al regolamento ufficiali. Le informazioni sui monaci di Capua e su Mondragone come comune simbolo vengono da Gambero Rosso.
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